Deficit commerciale
Oggi, vi proponiamo di dare un altro sguardo all'anno appena passato, perché, non è così, per poter analizzare l'anno 2026 è molto importante sapere da dove partiamo. E poiché sono appena arrivati i datifresche dalla zona del contesto commerciale, vi invitiamo, a The MacZona RO, a un'analisi approfondita del deficit commerciale.
DEFICIT COMMERCIALE
Compare quando il valore delle importazioni supera il valore delle esportazioni. Non è, per definizione, un problema a breve termine, ma diventa uno strutturale quando persiste per anni di seguito ed è alimentato da settori chiave.
Nel 2025, la Romania ha trovato un punto di equilibrio, stabilizzandosi dopo un periodo con diverse oscillazioni.
- Esportazioni: 96,60 MLD euro (+4,2% vs 2024)
- Importazioni: 129,35 MLD euro (+2,6% vs 2024)
- Deficit commerciale: 32,7 MLD euro (-2,0% vs 2024)
Alla fine dell'anno, le esportazioni sono accelerate (+9,4% anno su anno Dic’25), mentre le importazioni hanno rallentato leggermente (-0,4% anno su anno Dic’25). Vediamo una combinazione rara e favorevole, anche se il saldo è rimasto negativo.
PERCHÉ IL DEFICIT È PERICOLOSO?
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IL CONFINE TRA IL SOSTEGNO ALL'EXPORT E LA PRESSIONE SULL'IMPORT
Il fatto che la Romania sia un paese integrato nelle catene di produzione e implicitamente nell'industria europea si riflette al meglio in due grandi gruppi:
MACCHINE E ATTREZZATURE DI TRASPORTO
- 46,6% delle esportazioni (45,03 MLD euro) e 36,8% delle importazioni (47,64 MLD euro)
- Ritmo stabile nelle esportazioni (+3,5%)
ALTRI PRODOTTI MANUFATTI
- 26,6% delle esportazioni e 28,1% delle importazioni
La Romania funziona come un anello di una fabbrica europea estesa.
Altri settori che hanno influenzato i movimenti del deficit nel corso dell'anno:
- Alimenti e animali vivi
- Esportazioni: 7,41 MLD euro (incidenza 7,7%, +12,7%)
- Importazioni: 11,34 MLD euro (peso 8,8%, -1,1%)
- Vediamo un miglioramento relativo della bilancia nel segmento alimentare (esportazioni in aumento, importazioni in diminuzione).
- Combustibili materiali e materiali derivati
- Esportazioni: 5,74 MLD euro (peso 5,9%, +18,9%)
- Importazioni: 10,38 MLD euro (peso 8,0%, +0,2%)
- Anche con esportazioni in aumento, il livello delle importazioni rimane per ora molto più elevato, trasformandosi in una fonte costante di deficit.
- Prodotti chimici
- Esportazioni: 5,24 MLD euro (peso 5,4%, +5,0%)
- Importazioni: 18,71 MLD euro (ponderazione 14,5%, +5,0%)
- Con importazioni così elevate, osserviamo chiaramente una dipendenza con impatto su un segmento dal valore aggiunto elevato.
IL PARADOSSO EUROPEO
Analizzando la struttura geografica del commercio, ci si conferma ancora una volta il fatto che la Romania funziona, dal punto di vista commerciale, nella logica di "fabbrica UE", con catene di approvvigionamento e consegne integrate:
INTRA-UE
- Esportazioni: 71,3% da un totale (68,91 MLD euro)
- Importazioni: 72,1%da un totale (93,24 MLD euro)
Da un lato, questa concentrazione offre stabilità e volume; dall'altro lato, rende la Romania vulnerabile ai rallentamenti/cicli industriali dell'UE.
EXTRA-UE
- Esportazioni: 28,7% da un totale di (27,69 MLD euro)
- Importazioni: 27,9% da un totale (36,10 MLD euro)
Se facciamo un breve calcolo (importazioni meno esportazioni), vediamo quindi che all'interno dell'UE abbiamo un deficit di valore di 24.329,9 mln euro, în timp ce extra-UE avem un deficit de 8.413,2 milioni di euro, il che si traduce nel fatto che la maggior parte del deficit si forma proprio all’interno del mercato unico, là dove anche il volume è dominante. |
EVOLUZIONE DEL DEFICIT COMMERCIALE
2019 - 2025 | Romania | MLD/€

- 2020 – L'anno dello shock: Ha causato un crollo sincronizzato dei flussi commerciali, formando un deficit che ha raggiunto -18,4 MLD di euro. Lo shock riflette i blocchi logistici e il crollo della domanda esterna.
- 2021 – Risanamento: Il rapido rilancio della domanda interna, il ripristino delle catene di approvvigionamento e l'aumento più rapido delle importazioni hanno un impatto sul deficit, che raggiunge i -23,7 MLD euro.
- 2022 – Deficit record:L'ultimo shock arriva insieme agli aumenti dei prezzi dell'energia, un'inflazione che si stabilisce a livello globale, rispettivamente una domanda interna ancora robusta. Sebbene la crescita sia più di prezzo che di volume, essa raggiunge il massimo di -34,1 MLD euro.
- 2023-2024 – Correzione: Vediamo un miglioramento temporaneo con esportazioni in stagnazione e importazioni che riaccelerano, il deficit che raggiunge nel 2024 -33,4 MLD euro, lasciando dietro squilibri esterni accentuati.
- 2025 – Adeguamento minimo: Il deficit si riduce leggermente, di circa il 2%, raggiungendo -32,7 MLD euro, ma rimane uno squilibrio strutturale elevato.
PANORAMICA 2019 – 2025
La differenza di velocità tra importazioni ed esportazioni spiega il deterioramento strutturale del saldo commerciale e la persistenza di un deficit elevato. |
IL COMMERCIO INTERNAZIONALE SU LARGA SCALA
L'anno 2025 si è concluso come segue:
UNIONE EUROPEA
- Esportazioni extra-UE: 2.645,0 MLD euro (+2,0%)
- Importazioni: 2.511,5 MLD euro (+2,4%)
- Surplus: 133,5 MLD euro
L'eccedenza europea è dovuta prevalentemente delle manifatture – macchine e veicoli – (grandi esportazioni), mentre energiaè stata la principale categoria che ha generato grandi importazioni.
UE – USA
- Esportazioni: 37,1 MLD euro (-12,6% vs Dic’24)
- Importazioni: 27,8 MLD euro (+1,6% vs Dic’24)
- Saldo consistente: 9,3 MLD euro (inferiore a 15,1 MLD euro a Dic’24)
UE – CINA
- Esportazioni: 18,4 MLD euro (+11,5% vs Dic'24)
- Importazioni: 45,2 MLD euro (+10,2% vs Dic’24)
- Deficit strutturale: -26,8 MLD euro (-24,5 MLD euro a Dic'24)
AGGIUSTAMENTO DI SFONDO, NON TRASFORMAZIONE STRUTTURALE
2025 è stato un anno di aggiustamento in cui alcuni settori hanno cambiato ritmo. Il deficit in Romania è diminuito leggermente, mentre a livello europeo abbiamo visto solo aggiustamenti minori che spiegano la riduzione dell'eccesso. Le premesse per il 2026 ci indicano una continuazione della tendenza: le esportazioni potrebbero rimanere in crescita a un ritmo moderato, mentre le importazioni dipenderanno in gran parte dalla domanda. In un contesto di competitività mista, guardiamo a un deficit che è in fase di correzione graduale.